Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro
Illustration — Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro, Crocifissione tra i santi • Illustration — Madonna in Trono con Bambino e Santi, Museo diocesano di Jesi.
Also recorded as Giovanni Antonio da Pesaro · Giovanni Antonio di Gaspare da Pesaro
Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro

Rijksmuseum · http · CC0
- Born
- 1415 · Pesaro.
- Died
- 1477 · Pesaro.
- Occupation
- painter · artist
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Origini e formazione
Tradizionalmente considerato figlio di Gaspare da Pesaro (secondo Thieme-Becker), in tempi recenti è stato chiarito che Giovanni Antonio fu figlio di Giovanna e di Giliolo di Giovanni Bellinzoni, pittore originario di Parma trasferitosi a Pesaro verso il 1410, città in cui il figlio nacque probabilmente intorno al 1415. Egli apprese il mestiere dal padre, che gli trasmise gli elementi di naturalismo padano distintivi della sua maniera.
La collaborazione col padre (1429–1441)
Nel 1429 Giliolo lavorava ai perduti affreschi nel castello malatestiano di Gradara, forse con l'aiuto del figlio. I due artisti collaborarono alla decorazione pittorica della chiesa pesarese di Santa Maria delle Grazie, in origine dedicata a San Francesco, di cui sopravvive un Padre Eterno in una mandorla nell'intradosso di un arco della navata e un affresco frammentario staccato raffigurante Santa Michelina conservato in sacrestia. Eseguirono anche un polittico per la chiesa di Sant'Ermete a Gabicce Monte, di cui restano i soli tre scomparti di sinistra con i Santi Nicola, Silvestro ed Ermete, oggi conservati nel Museo civico di Pesaro. Nell'ottobre del 1437 Giovanni Antonio e Giliolo ricevettero a Fano un pagamento per alcune barde dipinte l'anno precedente per i cavalli di Malatesta Novello; la data 1436 compare anche in un'iscrizione dipinta nell'abside della chiesa di San Francesco di Rovereto, presso Saltara, dove i due artisti raffigurarono a fresco una Crocifissione affiancata dai santi Mustiola, Paolo, Pietro, Sebastiano, Francesco e il beato Galeotto Roberto. Alla loro collaborazione si attribuisce inoltre una serie di tavole con Storie di san Biagio, di cui sono noti almeno quattro pannelli: Il miracolo della macina (già collezione Volterra, Firenze; ubicazione attuale ignota), Il martirio con i pettini (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia), la Decollazione di san Biagio (già Roma, collezione privata, poi mercato antiquario) e un quarto episodio già menzionato da Santangelo (1947) e non più identificato. Mazzalupi ha proposto di identificare la committenza di questo ciclo nella confraternita di San Biagio degli Schiavoni di Ancona, che nel 1444 aveva un altare nella chiesa di San Domenico. Alla fine degli anni Trenta può datarsi un polittico smembrato, già nella chiesa rurale di Santa Maria del Colle presso Jesi, di cui restano la tavola centrale con la Madonna in trono col Bambino (Jesi, Museo diocesano) e due scomparti con san Giovanni Battista e un Santo vescovo (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia). Il 23 febbraio 1441 Giliolo e Giovanni Antonio erano ad Ancona, dove Francesca, vedova del notaio Giacomo di Pellegrino, li incaricò di decorare con affreschi, oggi perduti, la cappella di Sant'Andrea nella Chiesa di San Francesco alle Scale; a Giovanni Antonio venne anche richiesto di eseguire una tavola di propria mano. È da questo momento che Giovanni Antonio cominciò a realizzare opere autonome, allontanandosi dal naturalismo paterno per maturare un linguaggio pittorico levigato e aggraziato, spesso ricorrendo a un uso marcato del chiaroscuro.
La maturità: dalla formazione autonoma agli anni Sessanta
Agli anni intorno al 1441–1445 risale lo stendardo eseguito per la Confraternita del Sacramento di Serra de' Conti, raffigurante su un lato la Madonna in trono col Bambino tra confratelli oranti e, sul lato opposto, la Crocifissione (Urbino, Galleria nazionale delle Marche), opera che rivela anche l'influsso della pittura di Bartolomeo di Tommaso da Foligno. Affine è la cuspide di trittico con la Crocifissione sovrastata da un Padre Eterno benedicente al Musée du Petit Palais di Avignone. Probabilmente attivo di nuovo a Pesaro nel 1447, quando venne traslato il corpo del patrono san Terenzio, Giovanni Antonio eseguì entro l'anno successivo una tavola con l'effigie del santo (Pesaro, Museo civico), utilizzata come coperchio per la nuova cassa lignea contenente la reliquia. A quest'opera è cronologicamente vicino il polittico con la Madonna in trono col Bambino tra i santi Pier Damiani, Esuperanzio, Stefano e Nicola eseguito per la Collegiata di Sant'Esuperanzio a Cingoli. Agli stessi anni risale un secondo intervento decorativo nella chiesa di San Francesco a Pesaro, di cui rimangono tracce nell'intradosso del secondo arco di destra con una Sibilla, il Profeta Aggeo, Daniele e la Sibilla Samia, nonché una Sibilla Cumana e frammenti di figure non identificate oggi in sacrestia. Nella prima metà degli anni Cinquanta Giovanni Antonio eseguì il polittico con la Madonna in trono col Bambino tra i santi Caterina, Pietro, Esuperanzio e Bonifilio, già sull'altare di Santa Caterina nella pieve di Santa Maria a Cingoli e oggi nel Duomo di Cingoli. A quest'opera è avvicinato l'affresco con la Madonna della Misericordia nella chiesa della Pitturetta ad Apiro. Dopo quasi vent'anni di silenzio documentario, Giovanni Antonio ricompare a Pesaro nel 1459, anno della morte del padre. Nello stesso soggiorno dipinse la tavola con la Madonna della Misericordia per la chiesa di Santa Maria dell'Arzilla presso Pesaro, firmata e datata 1462. L'anno successivo firmò un trittico forse destinato alla chiesa pesarese di Santa Maria di San Marco, la cui tavola centrale con San Marco è oggi all'Ashmolean Museum di Oxford, mentre i due scomparti laterali si trovavano in collezione Ruffo della Scaletta a Roma. In questa fase si nota un allontanamento dagli effetti chiaroscurali e un'apertura a influenze venete, tratte da opere di Iacobello del Fiore e Nicolò di Pietro.
Gli ultimi anni ad Ancona
Il 3 dicembre 1463 Giovanni Antonio è documentato ad Ancona come cittadino e residente. Sempre nella città dorica sposò l'anconetana Caterina Massioli ed è documentato a più riprese fino al 1475, anno che recentemente è stato proposto come la data più probabile della sua morte, forse avvenuta proprio ad Ancona. A quest'epoca risale il grande polittico della chiesa di Santa Croce a Sassoferrato, a due registri sovrapposti, dove alle componenti venete si affiancano riferimenti al tardogotico emiliano. Nella stessa città, all'interno della chiesa di Santa Chiara, Giovanni Antonio affrescò un'Annunciazione (oggi frammentaria, di cui resta una copia su tela del XVII secolo) e una Natività con due sante. L'irrigidimento formale della maniera matura è ormai compiuto nel trittico con la Madonna in trono col Bambino tra due sante (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia), nello scomparto con la Madonna col Bambino (L'Aquila, Museo nazionale d'Abruzzo) e nel San Giovanni Battista (Modena, Galleria Estense). Nel novembre del 1469 è documentato di nuovo a Pesaro, dove autorizzò il fratello Cecco – anch'egli pittore, privo però di opere certe – a vendere due terreni, probabilmente per evitare la confisca dei propri beni immobili prevista dagli statuti civici per chi si allontanava dalla città per più di tre mesi. Il 20 novembre 1474 chiese un prestito, forse per indennizzare il fratello che gli aveva ceduto parte delle rendite poi confiscate. Reca la data 1472 la tavola con San Donnino, già nella pieve di San Michele Arcangelo a Tavullia e ora nella collezione della Banca Popolare di Pesaro; a essa sono forse vicine una Madonna della Misericordia e una Madonna in trono col Bambino in Santa Maria della Fonte a Saltara. L'ultima opera datata, completata nel gennaio 1473, è la pala con la Madonna col Bambino tra i santi Onofrio, Giovanni Battista, Girolamo, un santo vescovo e sant'Aiuto inginocchiato, già a Torino sul mercato antiquario. Un dipinto inedito attribuito a Giovanni Antonio, raffigurante un Santo vescovo benedicente e collegato all'ambiente sforzesco di Pesaro, è stato identificato e studiato da Raffaella Zama. La moglie Caterina e il cognato furono tenuti a saldare un debito prima del 18 maggio 1478, lasciando supporre che Giovanni Antonio fosse già morto; Mazzalupi ritiene tuttavia probabile che il decesso sia avvenuto già nel 1475.
Il fratello Francesco (Cecco)
Il fratello Francesco, detto Cecco, è documentato come pittore dal 1457 al 1478, ma è privo di opere certe. Contribuì alle attività familiari e gestì i beni del fratello durante i frequenti soggiorni di quest'ultimo fuori Pesaro.
La questione della Crocifissione di Polverigi
Il grande affresco con la Crocifissione nel municipio di Polverigi, attribuito a Giovanni Antonio da Pesaro da Alessandro Marchi con una datazione entro gli anni Quaranta, è stato restituito da Mazzalupi ad Andrea di Bartolo (documentato 1464–1478), pittore jesino che si ritiene si sia formato nella bottega dei Bellinzoni.
Opere firmate e datate
• Madonna della Misericordia, tavola, 1462, già chiesa di Santa Maria dell'Arzilla presso Pesaro (firmata e datata). • San Marco (tavola centrale di trittico), 1463, Oxford, Ashmolean Museum (firmato e datato); scomparti laterali con quattro Santi ciascuno, già Roma, collezione Ruffo della Scaletta. • San Donnino, tavola, 1472, già pieve di San Michele Arcangelo a Tavullia; ora Pesaro, collezione Banca Popolare di Pesaro. • Madonna col Bambino tra i santi Onofrio, Giovanni Battista, Girolamo, un santo vescovo e sant'Aiuto inginocchiato, pala, gennaio 1473, già Torino, mercato antiquario.
Affreschi
• Padre Eterno in mandorla e Beata Michelina (frammentario, staccato), chiesa di Santa Maria delle Grazie, Pesaro (con Giliolo). • Crocifissione con santi Mustiola, Paolo, Pietro, Sebastiano, Francesco e il beato Galeotto Roberto, 1436, chiesa di San Francesco di Rovereto, Saltara (con Giliolo). • Stendardo con Madonna in trono col Bambino tra confratelli oranti (recto) / Crocifissione (verso), 1443–1444 circa, già chiesa della Confraternita del Sacramento di Serra de' Conti; ora Urbino, Galleria nazionale delle Marche. • Decorazione con Sibille, Profeti e figure bibliche nell'intradosso del secondo arco di destra, chiesa di Santa Maria delle Grazie (già San Francesco), Pesaro. • Madonna della Misericordia tra i santi Pietro e Ubaldo, pieve di San Pietro, Ginestreto. • Madonna della Misericordia, già chiesa di Santa Maria Maggiore, Cingoli; ora Cingoli, Pinacoteca civica. • Madonna della Misericordia, chiesa della Pitturetta, Apiro. • Annunciazione (frammentaria; copia su tela del XVII sec.) e Natività con due sante, chiesa di Santa Chiara, Sassoferrato. • Madonna della Misericordia e Madonna in trono col Bambino, chiesa di Santa Maria della Fonte, Saltara.
Tavole
• Polittico di Sant'Ermete (tre scomparti con i Santi Nicola, Silvestro ed Ermete), già chiesa di Sant'Ermete, Gabicce Monte; ora Pesaro, Musei Civici (con Giliolo). • Storie di san Biagio (serie di almeno quattro pannelli): Il martirio con i pettini, Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia; Decollazione di san Biagio, già Roma, collezione privata (poi Altomani & Sons); Il miracolo della macina, ubicazione ignota; quarto pannello citato da Santangelo (1947), non più identificato (con Giliolo o opera autonoma giovanile). • Madonna in trono col Bambino (tavola centrale di polittico smembrato), già chiesa di Santa Maria del Colle, Jesi; ora Museo diocesano, Jesi. • San Giovanni Battista e Santo vescovo (scomparti laterali dello stesso polittico), Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia. • Tre tavole con San Paolo, Santi Andrea e Pietro e Santi Matteo e Tommaso (probabilmente parte di una serie con i dodici apostoli), Roma, collezione privata. • Crocifissione tra la Vergine e san Giovanni Evangelista, tavola cm 42 × 28,5, 1430–1440 circa, già attribuita a Giovanni da Modena; restituita a Giovanni Antonio da Mazzalupi (conferenza alla Fondazione Longhi, Firenze, 22 giugno 2009); attribuita da Boskovits in asta Porro & Co., Milano, 25 novembre 2009, lotto 3; già Collezione Alana, Newark (Delaware), Sotheby's New York, 22 maggio 2025, poi Dorotheum, Vienna, 28 aprile 2026, lotto 2. • Libro d'ore, miniatura, 1450 circa; Christie's, Londra, 3 giugno 2009, lotto 7; attribuito a Giovanni Antonio da De Marchi. • Croce dipinta bifronte (Madonna, San Giovanni, Dio Padre / Cristo crocifisso con la Maddalena), cm 39,8 × 35,3; New York, Metropolitan Museum of Art, Lehman Collection (inv. 1975.1.25); già riferita a scuola romagnola, restituita a Giovanni Antonio da Mazzalupi. • San Terenzio, 1447–1448 circa, Pesaro, Museo civico. • Cuspide di trittico con Crocifissione e Padre Eterno benedicente, Avignone, Musée du Petit Palais. • Polittico con Madonna in trono col Bambino tra i santi Pier Damiani, Esuperanzio, Stefano e Nicola, Collegiata di Sant'Esuperanzio, Cingoli. • Polittico con Madonna in trono col Bambino tra i santi Caterina, Pietro, Esuperanzio e Bonifilio, già pieve di Santa Maria, Cingoli; ora Duomo di Cingoli. • Polittico di Santa Croce (a due registri), chiesa di Santa Croce, Sassoferrato. • Trittico con Madonna in trono col Bambino tra due sante, Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia. • Madonna col Bambino (scomparto di trittico), L'Aquila, Museo nazionale d'Abruzzo. • San Giovanni Battista, Modena, Galleria Estense. • Santo vescovo benedicente, ubicazione ignota; identificato da Zama come opera legata all'ambiente sforzesco pesarese.
Bibliografia
• F. Zeri, Giovanni Antonio da Pesaro, in «Proporzioni», II, 1948, pp. 164–167. • P. Berardi, Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro, Nuova Alfa Editoriale – Banca Popolare Pesarese, [Pesaro] 1988. • Carlo La Bella, GIOVANNI ANTONIO da Pesaro, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 56, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 2001. • A. De Marchi – M. Mazzalupi (a cura di), Pittori ad Ancona nel Quattrocento, Federico Motta Editore, Milano 2008 (con contributi di A. Delpriori, A. Di Lorenzo, A. Marchi, M. Mazzalupi, M. Vinco). • M. Mazzalupi, Scheda su un dipinto di Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro [Decollazione di San Biagio, Altomani & Sons], 2012 (disponibile su Academia.edu). • R. Zama, Un'aggiunta al catalogo zeriano di Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro e l'identità svelata di un santo caro agli Sforza, in «Romagna Arte e Storia», 97, 2013.
Collegamenti esterni
• Carlo La Bella, Giovanni Antonio da Pesaro, in Dizionario biografico degli italiani, Treccani, 2001. • R. Zama, Un'aggiunta al catalogo zeriano..., Academia.edu. • Santo vescovo benedicente, scheda MiC. Categoria:Pittori italiani del Rinascimento
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